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Parlamentari estratti a sorte: l’ultima idea di Beppe Grillo

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“Io un’idea ce l’ho, il suo nome tecnico è ‘sortition’. Ma il suo nome comune è ‘selezione casuale'”. Dalle pagine del suo blog, Beppe Grillo lancia la sua ultima proposta in ordine all’elezione dei parlamentari italiani, che – secondo il co-fondatore del Movimento 5 Stelle – dovrebbero essere estratti a sorte.

Questa intuizione – sostiene Grillo – potrebbe segnare la fine dei politici e della politica come la si è sempre pensata; per di più, il Parlamento sarebbe effettivamente rappresentativo della società.

Proposta reale o semplice provocazione?

Che il garante pentastellato non sia nuovo ad uscite del genere è cosa nota. Così come è noto che l’intenzione di Grillo, da sempre, è quella di innovare il concetto di politica. Ma questa nuova idea del co-fondatore del M5S sembra avere ben poco di innovativo. In fondo, è l’esperimento che il suo movimento ha condotto dal 2013 ad oggi: selezionare cittadini qualunque, senza prestare troppa attenzione ai criteri di selezione, sottoporli alle “parlamentarie” (per le quali sono sufficienti una manciata di voti per avere successo) e trasformarli in deputati e senatori.

Basta leggerla tra le righe per capire che l’idea del comico genovese è una provocazione o, se vogliamo, una frecciatina nei confronti dell’attuale classe dirigente, al momento in maggioranza all’interno dei Cinquestelle. Quello di Grillo, in particolare, sembra essere un attacco nei confronti dell’attuale capo politico Luigi Di Maio, ormai sempre più distante dalle posizioni del garante pentastellato.

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