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Salvini e Boeri: scintille su riduzione numero immigrati

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La questione degli immigrati e la gestione dei flussi continua a generare tensioni tra i politici. Nel giorno dell’annuncio dell’accordo europeo sulla ripartizione per quote, che ha ricevuto forti critiche da parte delle opposizioni, si apre la questione degli impatti sulle pensioni. Lo stesso Salvini che si era mostrato tiepido rispetto all’ottimismo mostrato dal Premier Conte, ha risposto a Boeri con un Tweet.

 

Boeri

Il presidente dell’INPS Tito Boeri, in un intervento al festival del lavoro a Milano, aveva espresso una sua opinione. In essa, in definitiva lancia un avvertimento al nuovo esecutivo. In relazione al progetto quota 100, aveva detto “avremmo un milione in più di pensionati, ma meno lavoratori, e questo renderebbe ancora più pensate il fardello che grava su chi oggi lavora”. “Si tratta di impegni ingenti che hanno effetti immediati – ha spiegato – che aumentano di molto la spesa pensionistica, e con difetti che si trascinano nel tempo, perché aumenta l’impegno per le generazioni future. E soprattutto peggiora di molto il rapporto fra pensionati e lavoratori». Esiste il rischio di non potersi adattare a questo mutamento nei numeri se riduciamo il numero degli immigrati

Salvini

La replica del Ministro dell’Interno non si è fatta attendere. Il vicepresidente del Carroccio così si è espresso su Twitter. “Secondo Boeri, presidente dell’Inps, la riduzione dei flussi migratori’ è preoccupante, perché sono gli immigrati a pagare le pensioni degli italiani…..E la legge Fornero non si tocca. Ma basta!!!”. Bisogna dire con chiarezza che non esisterebbe per niente il problema dei contributi previdenziali se le aziende pagassero con salari dignitosi. In tal caso non ci sarebbe bisogno di lavoro straniero a buon mercato e ad alta capacità di sfruttamento.

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