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Grillo da l’altolà alla stampa

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E’ un Beppe Grillo tra il serio e il faceto quello che esce dall’Hotel Forum di Roma inseguito dalle telecamere de Il Fatto Quotidiano. Il tema, tanto per cambiare, è la faziosità di taluni organi di stampa che tendono a distorcere costantemente le notizie quando esse riguardano il MoVimento 5 Stelle. Beppe Grillo impugna un microfono e comincia a parlare mentre si accinge ad entrare in macchina per andare via con un autista. Il Beppe Nazionale probabilmente ha influito anche l’opinione espressa da Roberto Fico sull’apertura dei porti alle ONG. Gli avversari politici non avevano mancato di attaccarlo anche su questo punto.

 

Il monito ai giornalisti

Stai largo La7. Romano guardami Canale5. Agorà la chiudiamo. Dov’è il Foglio, Romano guardami Il Foglio che gli togliamo i finanziamenti. Rai1 state molto attenti”. Con un piccolo microfono che fungeva da megafono Beppe Grillo ha lasciato l’Hotel Forum, dopo quattro giorni, facendo un piccolo show davanti ai giornalisti che lo aspettavano all’ingresso. Pochi giorni fa, dalla stanza dell’albergo il garante del M5s aveva urlato: “Rai Tre, Rai Due e Rai Uno: due saranno messe sul mercato e una senza pubblicità. Questo dice il l’Elevato e accontentatevi di questo”. Sono queste le frasi che ha pronunciato nel video pubblicato da Il Fatto Quotidiano.

Di Maio

Sul BLOG DELLE STELLE è intervenuto anche Luigi Di Maio che sul punto così si esprime. “Un prodotto italiano di successo diffuso su Netflix o piattaforme simili, sarebbe un volano importante per far conoscere il nostro stile di vita e per far ripartire la nostra industria culturale. Se riusciremo anche a sviluppare delle piattaforme italiane che hanno successo mondiale sarà un ritorno incredibile su tantissimi fronti. Su questo devono interrogarsi anche le grandi aziende culturali del Paese, in primis Rai e Mediaset. Per loro sarà fondamentale riuscire a rinnovarsi con nuove persone e nuove idee, pensando a nuovi prodotti e inserendosi in una logica completamente diversa da quella seguita fino ad oggi. In particolare in Rai deve iniziare a trionfare il merito e a entrare aria nuova. Il primo passo è la fine della lottizzazione da un lato e la pretesa di avere editori puri dall’altro”.

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