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Copyright, news 5/7: riforma in discussione al Parlamento Europeo

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Copyright, news 5/7: riforma in discussione al Parlamento Europeo
Copyright, news 5/7: riforma in discussione al Parlamento Europeo

Oggi il principale organismo politico europeo si esprimerà sulla riforma sul Copyright (meglio nota come sui diritti d’autore). Le polemiche in questi giorni non sono affatto mancate. L’Italia è una delle nazioni che ha maggiormente criticato la proposta di legge, chiedendo a spada tratta il suo rinvio.

Oggi a Strasburgo potrebbe approvarsi la nuova direttiva sul Copyright

Quest’oggi dovrebbe approvarsi definitivamente la norma sul Copyright. La riunione plenaria riunitasi a Strasburgo, presso la sede del Parlamento Europeo, tratterà tra i punti all’ordine del giorno anche questa tematica abbastanza chiacchierata.

Forti critiche e dissensi giungono da quasi tutti i paesi europei. L’Italia, in testa tra coloro i quali si oppongono alla direttiva, ha espresso dichiaratamente la sua ferma opposizione nei confronti dell’approvazione del testo normativo. Giunge da più parti, attraverso le dichiarazioni dei maggiori esponenti politici di quasi tutti i partiti, la ferma volontà di rinviare l’approvazione della questione copyright.

Nonostante tutte le proteste dei mesi passati, l’approvazione della norma arriverà in Parlamento oggi al suo atto finale. La norma, se venisse approvata, rappresenterebbe per gli anni a venire – secondo gli addetti ai lavori – un vero e proprio ‘bavaglio’ per l’informazione libera e gratuita.

Al testo originario della direttiva, nonostante le ampie polemiche di queste settimane, non è stata apportata nessuna modifica. In particolare, i contrari alla direttiva avevano puntato il dito sin da subito su alcuni articoli del dispositivo normativo: gli articoli n.11 e n.13. Secondo i più convinti oppositori questi articoli metterebbero a rischio il concetto di ‘rete’ così come noi tutti siamo abituati a conoscerlo e a viverlo quotidianamente. “Il senso di quell’ispirazione di libertà che tra le maglie della direttiva sul copyright potrebbe rapidamente soffocare”. Questa, infatti, sarebbe la principale motivazione di tutti i detrattori della legge, oggi in discussione a Strasburgo.

Il rischio che si cela dietro i due articoli della direttiva in via di approvazione, potrebbero imporre agli utenti/consumatori una “link tax“, ovvero “un espediente legale che andrebbe a vietare l’uso di poche righe di testo prelevate da contenuti altrui per fornire un link in cambio”.

La protesta di Wikipedia Italia e del Governo

Intanto da due giorni Wikipedia Italia rimane “oscurata”. Nella home page della nota piattaforma di contenuti bibliografici ed enciclopedici vengono riportati i motivi della protesta. Lo staff, inoltre, chiede a tutti i suoi utenti di ‘alzare la voce sulla tematica in oggetto’. L’iniziativa di protesta ha ricevuto anche i favori e la solidarietà di Jimmy Wales. Lo stesso metodo è stato adottato anche dalle altre versioni europee della nota enciclopedia libera (Spagna, Portogallo e Polonia).

Il Governo – Come risaputo la tematica sta molto a cuore al M5S e a Luigi Di Maio. Quest’ultimo ha schierato tutto il Governo contro questa riforma. Lo stesso Ministro del Lavoro ha dichiarato che l’Italia, nel caso in cui la Direttiva oggi fosse approvata in seduta plenaria, il nostro Paese sarebbe pronto a non recepirla.

La petizione su Change.org – In ogni caso la protesta va avanti attraverso una petizione online su Change.org. Sono ormai quasi 1 milione le firme indirizzate alla Commissione Europea per rinviare la norma sui diritti d’autore.

Le richieste degli oppositori alla riforma sul Copyright

Le richieste dei più fervidi oppositori è che la riforma venga rinviata affinché se ne possano discutere alcuni passaggi, i quali rischierebbero di essere cruciali per il futuro della Rete. Quello che si chiede, in definitiva, è un voto contrario che riesca a bloccare l’approvazione del testo prima che possa far danni irreparabili. Si chiede ai parlamentari e ai componenti delle commissioni il riesame di alcuni “aspetti controversi nel modo giusto e senza indebite pressioni”.

Più nello specifico, viene chiesto di rivedere, di ridiscutere e di riscrivere il testo contenuto negli articoli 11 e 13. Sbagliata è un’approvazione frettolosa di una riforma che potrebbe cambiare in modo radicale (anche in negativo), “i grandi spazi di libertà che la rete mette a disposizione dei cittadini europei”.

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