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Lega: ferve la ricerca dei 49 milioni scomparsi

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Le indagini sui conti della Lega sotto i riflettori della stampa nazionale. In un articolo di Andrea Pasqualetto, pubblicato sul Corriere della Sera, vengono ripercorse le tappe della vicenda che ha portato a scovare il buco di 49 milioni di euro nei conti del Carroccio. La sentenza della Cassazione aveva dato inizio alla ricerca dei soldi da restituire.

Accertamenti ancora in corso

 

Troppo spesso la macchina del fango era riuscita a distorcere agli occhi dell’opinione pubblica come stessero in realtà le cose. Non sono pochi quelli che intravedono, in determinati articoli, il tentativo di mettere contro Di Maio e Salvini. Indubbiamente un articolo interessante, che rimarca come al momento occorra molta prudenza prima di parlare di manovre vietate. Sì cerca di capire il legame economico fra la vecchia Lega e la «Lega per Salvini premier», che è un soggetto autonomo. «Però attenzione — hanno avvertito prudentemente in procura — non è detto che i movimenti siano illegali».

La denuncia dell’ex revisore dei conti

Stefano Aldovisi, condannato il 24 luglio 2017 al processo per i cosiddetti «rimborsi truffa», all’epoca dei fatti era il revisore dei conti della Lega. «Al 31 dicembre del 2011 nel bilancio del movimento politico c’era un attivo di 47.791.649 euro, dei quali 20,3 in titoli e 12,8 milioni di liquidità», scrisse nel suo esposto inoltrato alla Procura chiedendo di aprire un fascicolo di indagine. Ad Aldovisi furono sequestrati il 30 novembre scorso 40 mila euro come conseguenza della condanna. Ai giudici ha detto convinto che i soldi ci sono: basta saperli cercare.

La Gdf in azione

E’ in questo contesto che si inquadra l’azione delle Fiamme Gialle tesa al recupero dei 46 milioni (ne sono stati già trovati tre) residui. Senza aspettare quella data, la Guardia di Finanza è già a caccia del denaro nell’ambito dell’inchiesta sul riciclaggio. Sono state individuate transazioni tanto su banche italiane quanto su banche estere per le quali sono state avviate apposite rogatorie. Al momento non sono ancora emersi profili di illegalità.

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