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Pietro Grasso condannato a risarcire il PD: restituisca 82mila euro

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Pietro Grasso condannato a risarcire il PD: deve restituire 82mila euro
Pietro Grasso condannato a risarcire il PD: deve restituire 82mila euro

Ultime notizie 21/7 – Il Tribunale della Capitale accoglie la richiesta di decreto ingiuntivo promossa dal PD nei confronti dell’ex Presidente del Senato Pietro Grasso.

Ingiunzione di pagamento a Pietro Grasso dal Tribunale di Roma: “dovrà restituire 82mila euro al PD”

Il PD nei mesi scorsi avrebbe proceduto ad effettuare tutte le richieste di ingiunzione nei confronti dei parlamentari Dem i quali non avrebbero pagato i contributi al partito. La condanna quindi non sarebbe scattata solo nei confronti di Pietro Grasso ma si parla di oltre 60 senatori ed onorevoli che, alla stessa stregua di Grasso, sarebbero morosi nei confronti del Partito.

Secondo le previsioni del tesoriere, Francesco Bonifazi (promotore dei decreti ingiuntivi) il partito dovrebbe racimolare un vero e proprio ‘tesoretto’, pari a circa 1,5 milioni di euro.

Per i giudici romani, quindi, Pietro Grasso dovrà risarcire il PD, lo stesso che gli ha permesso di essere eletto senatore nel 2013. Questa somma sarebbe il totale dei contributi non versati dall’ex Presidente del Senato nelle casse del Partito Democratico. Soldi ai quali il tesoriere Bonifazi non sarebbe disposto a rinunciare.

Lo stesso Bonifazi, intervistato telefonicamente dall’Ansa, avrebbe dichiarato: “il mio unico commento è che le regole vanno rispettate, specie se si decide di stare in una comunità”.

Il Giudice – conclude Bonifazi – avrebbe emesso le condanne nei confronti di tutti e 63 le richieste di decreto ingiuntivo inviate. “Noi abbiamo preso l’impegno, durante l’approvazione del bilancio, di destinare questi soldi a sostegno dei nostri lavoratori in cassa integrazione”.

Le dichiarazioni dell’ex Presidente del Senato Pietro Grasso: “Non ho ritenuto di finanziare alcuna attività politica”

Nonostante il riconoscimento delle finalità dell’iniziativa promossa dal tesoriere Dem, l’ex Presidente del Senato non sarebbe disposto a pagare nessuna somma a lui imputata. Su questo argomento rimane ferma la sua intenzione di dare battaglia all’ingiunzione decisa dal Tribunale di Roma. In questo senso tiene anche a precisare di non essere ancora a conoscenza in maniera diretta e personale di quello che raccontano oggi i giornali a proposito della sua condanna: “Non ho ancora ricevuto nessuna notifica di decreto ingiuntivo”.

Prosegue Grasso, descrivendo nei fatti la sua personale opinione circa la scelta del suo ex Partito. Spiega che mai nessuno gli avrebbe chiesto una cifra mensile di 1.500 euro “nel corso di tutta la scorsa legislatura”. Non solo, ma “da presidente del Senato, non ho ritenuto di finanziare nessuna attività politica”.

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