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Rai, Berlusconi rompe con Salvini: la fine di un idillio, news 1/8

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Rai, Berlusconi rompe con Salvini: la fine di un idillio, news 1/8
Rai, Berlusconi rompe con Salvini: la fine di un idillio, news 1/8

La bocciatura di Foa, candidato alla presidenza della Rai, ha certificato la fine di qualsiasi rapporto tra Salvini e Berlusconi.

In commissione Vigilanza mancano i voti di Forza Italia per eleggere Marcello Foa come Presidente Rai

Le premesse circa quello che di fatto si è verificato questa mattina erano abbastanza chiare a tutti, e non solo agli addetti ai lavori. La tensione tra lo storico leader della destra italiana e il giovane Matteo Salvini si è  evidenziata in questi mesi, ma mai si sarebbe pensato ad una frattura ad oggi insaldabile e probabilmente definitiva.

Ieri era stato annunciato dai parlamentari di Forza Italia, del PD e di LeU, in qualità di componenti della commissione di vigilanza, la loro astensione al voto. E così di fatto è stato. Oltre al Presidente Barachini, hanno partecipato al voto tutti gli altri componenti appartenenti alle forze che compongono l’attuale maggioranza di governo.

In ballo c’era la nomina di Marcello Foa alla presidenza della Rai, nome prestigioso uscito ieri durante il Consiglio di Amministrazione dell’Azienda televisiva di Stato. Come sappiamo il parere vincolante della Commissione di Vigilanza imponeva il passaggio avvenuto questa mattina.

Purtroppo, alla fine, la mancanza dei voti degli astenuti ha provocato un nulla di fatto, rendendo inefficace la proposta di nomina di Foa.

AI fini della conta sui voti necessari per l’elezione del Presidente, bisogna precisare che la normativa stabilisce come vincolante il parere della Commissione di Vigilanza.

Rai, Berlusconi rompe con Salvini: i voti dei forzisti, del PD e di LeU determinanti per la bocciatura di Marcello Foa

Con una maggioranza assoluta dei due terzi dei componenti si sarebbe dato il via libera alla nomina del prestigioso nominativo proposto dal CdA della Rai. Essendo questo organo composto da 40 membri, la soglia dei due terzi sarebbe stata pari 27 voti favorevoli. Ma così non è andata. I voti favorevoli sono stati soltanto 22. Pertanto, l’illustre candidato è stato falciato di netto dall’astensione annunciata da Silvio Berlusconi.

Qualcuno, a questo punto, parla di imminenti dimissioni di Marcello Foa, indicato dapprima dal CdA Rai presidente e poi bocciato dalla Vigilanza, per un mero gioco al macello degli schieramenti politici.

I ben informati, invece, parlano della sua ferma decisione di restare in carica come componente del Cda, sfruttando a dovere il suo ruolo di ‘consigliere più anziano’, posizione quest’ultima contemplata all’interno dello Statuto della Rai.

Tuttavia, bisogna anche considerare i dissensi delle forze di opposizione (con in teta il PD) verso la figura di Foa. Nelle ore scorse è giunto un attacco personale e durissimo contro Foa da parte dell’on. Michele Anzaldi del PD, il quale definisce Foa solo una ‘formula fumosa’.

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