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Decreto dignità passa con 312 voti a Montecitorio

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Decreto dignità passa con 312 voti a Montecitorio

Il decreto dignità passa l’esame a Montecitorio con 312 voti a favore, un astenuto e 190 voti contrari. L’ iter parlamentare adesso proseguirà con il ritorno a Palazzo Madama per un rapidissimo esame del testo approvato. L’obiettivo del Governo è quello di chiudere definitivamente la questione del decreto dignità per martedì 9 agosto prossimo. “Abbiamo vinto il primo round, ce l’abbiamo fatta, e senza la fiducia”, commenta Luigi Di Maio. Gli fa eco il premier Giuseppe Conte. “Orgoglioso di guidare un Governo che lavora davvero per questo Paese”.

Compensazione debiti e crediti fiscali

Gli unici emendamenti che si sono salvati dalla scure esercitata dal Parlamento sono stati due. Uno di questi autorizza la compensazione dei crediti nei confronti della pubblica amministrazione. Si tratta di un emendamento presentato da FI grazie al quale sarà possibile compensare con le tasse da pagare. L’altro riguarda una novità sul gioco d’azzardo presentato dal PD. Le sanzioni vengono inasprite e sui biglietti del gratta e vinci comparirà la stessa dicitura contenuta nei pacchetti di sigarette “nuoce gravemente alla salute”.

Giro di vite alla pubblicità sul gioco d’azzardo

Con il decreto dignità arriva il divieto di pubblicità dei giochi d’azzardo. Inoltre, si prevede “l’applicazione di una sanzione amministrativa pecuniaria di importo pari al 20% del valore della sponsorizzazione (non al 5% come previsto in precedenza) o della pubblicità e in ogni caso non inferiore, per ogni violazione, a 50mila euro”. I Comuni potranno concedere il logo no slot, patrocinato dal ministero dello Sviluppo economico, agli esercizi commerciali che eliminano o si impegnano a eliminare le apparecchiature da intrattenimento dai loro locali.

Scuola

È stato approvato l’emendamento che consente di superare il giudizio espresso dalla plenaria in Consiglio di Stato in base al quale le maestre munite di diploma magistrale ante 2001-2002 potranno continua lavorare nella scuola. I contratti a tempo indeterminato saranno modificati con contratti fino al 30 giugno 2019. Abrogato definitivamente anche il comma 131 della legge 107 che sanciva il divieto di supplenze oltre il limite dei 36 mesi.

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