Il reddito di cittadinanza non è per i furbetti del divano

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Fonte Il Fatto Quotidiano

La misura del reddito di cittadinanza non è assistenzialismo puro”. Con questa affermazione il premier Giuseppe Conte ha scacciato tutte le critiche piovute sulle esecutivo all’indomani della sua approvazione. “Una vittoria aver costretto la Lega a votarlo”, ha detto Alessandro Di Battista sul palco della convention dei 5 stelle. Per conservare il reddito di cittadinanza bisognerà darsi da fare.

Parafrasando un celebre detto in modo molto maccheronico, dal palco della convention 5stelle, teatro della presentazione del reddito di cittadinanza, viene inoltrato questo messaggio: ‘No trips for cats‘.

Di Maio

Quando parliamo di rivoluzione nel mondo del lavoro non parliamo solo di un’erogazione di soldi per chi è in difficoltà, ma anche di un percorso nuovo in cui lo Stato ti aiuta perché sei in difficoltà. Il reddito si basa su un principio: in Italia oggi c’è che non ha nulla, d’ora in poi chi non ha niente avrà almeno 780 euro. Parlavo di questo principio quando abbiamo detto aboliamo la povertà“. Con il reddito di cittadinanza, “se mai ci sarà la recessione, io non so se andremo in recessione, noi metteremo in sicurezza le fasce più deboli, non faremo come gli altri”.

Collegamento

Dopo Di Maio ha parlato dal palco Mimmo Parisi, il docente della Mississipi university ispiratore dei “navigator” e nominato a capo dell’Anpal. “I navigator entreranno in campo tra maggio e giugno”, ha detto Parisi, “non si tratterà solo di strutture fisiche ma anche virtuali. Il navigator contatta chi ha diritto al reddito, lo incontra. E ci sarà un piano personalizzato di modo da mettere nel percorso sia per trovare un lavoro, e poi si pensa alla carriera. Il navigator ha la possibilità di comunicare anche con gli imprenditori locali, ci sarà un patto tra il navigator e il datore di lavoro”.

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