Pensioni, Governo tra Quota 100 e reddito cittadinanza: Cesare Damiano critico

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Pensioni, Governo tra Quota 100 e reddito cittadinanza: Cesare Damiano critico

Continua a far discutere la Nota di aggiornamento al Def e i provvedimenti che il Governo gialloverde intende attuare con la prossima Legge di Bilancio 2019Lega e Movimento Cinque Stelle continuano a ‘punzecchiarsi’ a vicenda in merito alle risorse e alle coperture per il superamento della Legge Fornero (spalleggiato in primis dalla Lega) e dal reddito di cittadinanza (‘sponsorizzato’ dal vicepremier Di Maio). Intanto, non mancano le reazioni da parte dell’opposizione. A prendere la parola l’ex ministro del Lavoro, Cesare Damiano, il quale parla di ‘annunci del Governo numericamente importanti, addirittura imponenti’.

Legge di Bilancio 2019, il parere dell’ex ministro Cesare Damiano

Nel suo breve esame, però, l’esponente del Partito Democratico, elenca tutte le misure di cui si sta parlando in questi giorni, riguardanti non solo il reddito di cittadinanza o le pensioni, ma anche la flat tax, le risorse per i ‘truffati’ delle banche o lo stop all’aumento dell’Iva. ‘Il reddito di cittadinanza per 5 milioni di persone e l’innalzamento delle pensioni minime, che riguarda altri milioni di persone (a 780 euro?), come ha detto Conte; una Quota 100 ‘vera’, che interessa centinaia di migliaia di lavoratori (da quando?), come ha detto Di Maio.

Damiano: ‘Al Governo, ognuno tira la coperta dalla sua parte’

E poi 41 anni di contributi (sì o no?), – prosegue Cesare Damiano – esodati (sì o no?), Opzione Donna (sì o no?), flat tax e risorse per i ‘truffati’ dalle banche. Senza dimenticare il non aumento dell’Iva”.  ‘Mal contati sono 50 miliardi di euro – afferma l’ex ministro – Neanche con il 2,4% puro e per un triennio (cosa che non è) si coprirebbe quella cifra. Nel Governo ognuno tira la coperta dalla sua parte: se parla Di Maio, tutte le risorse vanno al reddito e alle pensioni di cittadinanza; se parla Salvini, va tutto a Quota 100. Prima o poi sapremo l’amara verità. Quello che è sicuro è che le risorse stanziate non bastano’, ha concluso l’ex Presidente della Commissione Lavoro alla Camera.

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