Pubblica Amministrazione: nuove misure anti corruzione Statali

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Pubblica Amministrazione: nuove misure anti corruzione Statali
Pubblica Amministrazione: nuove misure anti corruzione Statali

Crescono a dismisura i reati di corruzione nei comparti della Pubblica Amministrazione. Partendo da queste premesse si muove l’azione del governo giallo verde per inasprire le sanzioni contro tali fenomeni.

Passa in Senato la proposta di legge a favore dell’inasprimento delle sanzioni nei casi di corruzione nella Pubblica Amministrazione

Da quanto si apprende in queste ore dal sito specializzato PMI.it, pare sia già passato alla Camera uno specifico disegno di legge per contrastare la corruzione nella Pubblica Amministrazione. Si tratta di un primo passo verso una vera e propria svolta, attesa da tempo in Italia. Parliamo, ovviamente, di un disegno di legge che dovrà passare a breve al Senato per essere approvato in via definitiva attraverso i regolari step legislativi.

Il nuovo testo legislativo, prende il nome di “spazza corrotti”. Incontrando i favori del governo giallo verde, la norma punta anche a dare maggiore trasparenza alla governance dei partiti/movimenti politici italiani. Per questo motivo il nuovo disegno di legge si prefigge lo scopo di contrastare tutti i casi di corruzione nella PA; per fare questo verranno inasprite le pene per coloro i quali commetteranno reati di questo tipo.

“Si tratta di un primo passo verso un decisivo cambio di rotta”, precisa il vice premier Di Maio.

Le misure che inaspriscono le sanzioni per i corrotti e i corruttori

In sintesi, le misure previste e introdotte nel testo (per i corrotti e per i corruttori) sono quelli riportati nel seguente elenco:

  • Daspo per i corrotti basato su un’interdizione perpetua dai pubblici uffici e dagli appalti pubblici;
  • L’introduzione della figura dell’agente “sotto copertura” durante le indagini;
  • L’aumento delle pene accessorie;
  • L’arresto in flagranza di reato;
  • L’aumento a due anni dei termini delle indagini preliminari;
  • La riabilitazione possibile non prima di sette anni e solo provando la buona condotta;
  • Il blocco della dopo la sentenza di primo grado.

Non sarà punibile e non sarà iscritto nel registro degli indagati – secondo quanto disposto nel presente disegno di legge – chi si macchia di reati corruttivi e si auto denuncia in maniera volontaria, nonchè chi rivela indicazioni utili ai fini dell’individuazione di tutti i responsabili del reato.

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