Reddito di cittadinanza: come funziona, requisiti e beneficiari

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Grazie all’approvazione del decreto legge da parte del Consiglio dei Ministri, il reddito di cittadinanza è stato varato. Il provvedimento simbolo della campagna elettorale del Movimento 5 Stelle prevede un sussidio destinato a chi si trova al di sotto della soglia di povertà assoluta. Vediamo, di seguito, come funzionerà il reddito di cittadinanza, come richiederlo e chi potrà beneficiarne.

Reddito di cittadinanza: cos’è e come funziona

Come anticipato, il reddito di cittadinanza riguarderà quella fascia di popolazione che vive sotto alla soglia di povertà, definita – secondo alcuni parametri dell’Eurostat – in meno di 780 euro al mese. In questa fascia si trovano circa 5 milioni di persone (di cui 164mila stranieri) e 1 milione e 300mila nuclei familiari.

Il sussidio che si andrà a percepire sarà un’integrazione al reddito e consentirà di raggiungere la soglia minima. Esemplificando il concetto, chi avrà un reddito di 300 euro mensili potrà ottenere – nel migliore dei casi – quei 480 euro che mancano per arrivare ai famigerati 780 euro.

Il reddito di cittadinanza sarà versato su un’apposita carta, rilasciata da Poste Italiane, e potrà essere richiesto ai Caf, alle Poste, a uno sportello Inps o su un sito web che sarà pronto dal prossimo mese di marzo. Per usufruire del sussidio, tutti i membri di un nucleo familiare dovranno aderire ad un “percorso personalizzato di accompagnamento all’inserimento lavorativo e all’inclusione sociale”.

I beneficiari del reddito di cittadinanza dovranno sottoscrivere il patto per il lavoro o il patto per la formazione:

  • nei primi dodici mesi, sarà considerata congrua un’offerta lavorativa entro 100 km dall’indirizzo di residenza del beneficario;
  • tra il dodicesimo e il diciottesimo mese potranno pervenire offerte entro 250 km dall’indirizzo di residenza;
  • oltre il diciottesimo mese, ovvero nel secondo ciclo di erogazione del debito, potranno pervenire offerte di lavoro da tutta Italia.

I soggetti che percepiranno il reddito di cittadinanza potranno rifiutare fino a due offerte di lavoro, ma dovranno accettare la terza. Inoltre, dopo un anno dalla fruizione del sussidio, non sarà più possibile rifiutare alcuna offerta congrua (entro 250 km), pena la decadenza del reddito.

Requisiti del reddito di cittadinanza

Questi i requisiti per poter presentare richiedere il reddito di cittadinanza:

  • bisogna essere cittadini italiani, europei o lungo soggiornanti e risiedere in Italia da almeno 10 anni;
  • Isee inferiore a 9360 euro annui;
  • patrimonio immobiliare fino a 30mila euro annui (non è tenuta in considerazione la prima casa);
  • patrimonio finanziario non superiore ai 6mila euro (che può arrivare fino a 20mila per le famiglie con a carico soggetti disabili);
  • nessun membro del nucleo familiare dovrà possedere un’auto (di cilindrata 1600 o superiore) immatricolata nei sei mesi precedenti.

Nel caso di un soggetto single, l’importo massimo erogabile – come già anticipato – ammonta a 780 euro. Si tratta, tuttavia, di una cifra da dividere in due parti. L’importo del reddito di cittadinanza vero e proprio ammonta, infatti, a 500 euro. A questa cifra va poi aggiunto un ulteriore importo di 280 euro se si è titolari di un contratto d’affitto o di 150 euro se si vive in un’abitazione per la quale si sta pagando un mutuo.

Inoltre, sono esclusi dal reddito di cittadinanza le persone che si trovano in carcere, i ricoverati in lunga degenza e le famiglie che hanno nel proprio nucleo un soggetto che si è dimesso dal proprio posto di lavoro nei 12 mesi precedenti.

Chi non spenderà. per intero, il reddito di cittadinanza, nel mese successivo vedrà detrarsi l’importo del mese precedente, ancora presente sulla carta. Sarà possibile prelevare, in contanti, un massimo di 100 euro al mese.

Come richiederlo

Le domande potranno essere presentate a partire da marzo. L’apposito sito internet nascerà nel mese di febbraio e sarà pienamente operativo a partire da marzo. Il sussidio sarà erogato a partire dal mese successivo dalla presentazione (e, naturalmente, dall’accoglimento) della domanda.

Sanzioni

Sono previste anche delle sanzioni finalizzate a scoraggiare i cosiddetti “furbetti”. Chi dovesse mentire sui requisiti rischia una condanna dai 2 ai 6 anni. Per di più, a condanna definitiva, dovrà restituire l’importo incassato e non potrà richiedere il sussidio per i successivi 10 anni.

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