Tria, l’intervista al ministro: “Smentisco le mie dimissioni”

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Tria, l'intervista al ministro: Smentisco le mie dimissioni”
Tria, l'intervista al ministro: Smentisco le mie dimissioni”

Erano solo indiscrezioni non veritiere quelle riguardanti le dimissioni del ministro dell’economia Giovanni Tria. Ad annunciare la verità su questo argomento è lo stesso responsabile del Tesoro, durante un’intervista rilasciata al Sole 24 Ore.

Le dichiarazioni di Tria: “Non ho mai pensato di dimettermi e non ho mai minacciato defezioni dalla carica che ricopro”.

Il ministro, tuttavia, dichiara anche di rendersi conto delle preoccupazioni e delle perplessità dell’Unione Europea dopo le decisioni a ‘spada tratta’ dell’attuale governo a proposito dell’innalzamento dell’aliquota del deficit. A tal proposito lui stesso sottolinea come gli attuali livelli di deficit previsti (e pattuiti) non corrispondono a quelli previsti dagli accordi europei. Ciò nonostante lo stesso Tria precisa: “Non si tratta assolutamente di una sfida all’Europa“.

Le prese di posizione del governo italiano – secondo Tria – dovrebbero cercare di aprire una discussione seria e produttiva (per il benessere dei cittadini) con l’Europa, a condizione che i passi in avanti di questi giorni vengano compresi soprattutto sul giudizio relativo all’aumento del deficit al 2,4.

Il responsabile del Tesoro dichiara: “L’equilibrio e il pareggio di bilancio rimane un nostro obiettivo fondamentale, anche se il percorso per raggiungerlo viene allungato nel tempo per dare spazio all’esigenza fondamentale di rilanciare la crescita”.

Proprio questo aspetto, la crescita, deve fondarsi soprattutto sull’avvio delle riforme. Non avviare quest’ultime avrebbe portato ad una situazione assolutamente disastrosa per il popolo italiano. Ecco le sue dichiarazioni: “Non avviare le riforme avrebbe finito per creare una prospettiva disastrosa: ancora bassa crescita, alta disoccupazione e difficoltà crescente a conciliare la discesa del debito con la stabilità sociale”. Prosegue Tria nella sua lunga intervista: “Bisogna poi valutare che uno degli elementi di crescita – continua – è anche la stabilità politica. Aprire un conflitto su una manovra che avrebbe prodotto instabilità politica avrebbe determinato un trade off negativo“.

Insomma, anche se qualcuno ha gridato allo scandalo la prossima manovra conterrà anche quello che la maggior parte dei cittadini si attende da tempo dalla politica: “un piano straordinario di investimenti pubblici” dice Tria. ”Senza questo piano, il deficit programmato sarebbe stato del 2,2% l’anno prossimo, e del 2% a fine triennio. Ma ho detto e ribadisco – conclude – che il rilancio degli investimenti pubblici è fondamentale per recuperare il gap di crescita che ormai da dieci anni ci vede un punto sotto dalla media dell’Eurozona“.

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