Le nuove pensioni nella Nota di aggiornamento al DEF

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Le nuove pensioni

Su come verranno rimodulate le pensioni da parte del governo giallo verde la stampa nazionale produce spesso informazioni parziali e distorte. Alcune indiscrezioni vengono scambiate per certezze quando invece si tratta solo di vecchie ipotesi. L’unico modo per capire come saranno cambiate le pensioni è quello di leggere esattamente quello che c’è scritto nella nota di aggiornamento al Def uscita di recente. Né riportiamo il contenuto originale immediatamente di seguito.

Lavoro e welfare

Il Governo è fortemente impegnato in una azione di miglioramento dell’inclusione sociale, lotta al precariato, incentivazione del lavoro giovanile e femminile. A tal fine, per realizzare i predetti obiettivi è necessario rivedere il sistema pensionistico in modo da garantire il superamento degli squilibri dell’attuale sistema previdenziale per agevolare il ricambio generazionale e consentire ai giovani di poter avere accesso al mercato del lavoro. Tale priorità sarà realizzata attraverso l’individuazione della cosiddetta “Quota 100” come somma dell’età anagrafica (62 anni) e contributiva (minimo 38 anni) quale requisito per accedere alle misure previdenziali.

Turn over

La riforma del welfare consentirà l’uscita anticipata di lavoratori che hanno conseguito un elevato numero di anni di contribuzione legandola alla creazione di spazi per l’assunzione di giovani. Solo attuando tale ricambio generazionale si raggiungerà anche il fondamentale obiettivo di immettere nuove risorse nel mercato del lavoro che, unitamente al progresso tecnologico, potranno efficientare l’attività sia nel comparto pubblico che in quello privato. Peraltro, il raggiungimento di tale obiettivo, offrendo prospettive di occupazione stabile ai giovani, è uno strumento di contrasto al fenomeno della bassa natalità in Italia che, se non risolta, comporterà problematiche alla sostenibilità del sistema pensionistico in futuro.

Per le donne

Un’attenzione particolare sarà rivolta alle donne, caratterizzate da una carriera discontinua.  Si introdurranno anche misure per integrare le pensioni esistenti al valore della soglia di povertà relativa (di 780 euro mensili). Una parte delle risorse destinate alla realizzazione delle misure verrà dal sistema previdenziale secondo logiche e principi che tengano conto di condizioni di equità e solidarietà.

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