Pensioni, Quota 100: il governo vaglia tre ipotesi per ridurre i costi

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Contributi figurativi con quota 100

Prosegue il ‘progetto’ del governo Lega-Cinquestelle di voler smontare la riforma Fornero ed introdurre la cosiddetta Quota 100. In vista della nota di aggiornamento al Def – prevista per giovedì – l’esecutivo sta cercando una soluzione per ridurre i costi di una manovra forse più dispendiosa del previsto.

Quota 100: tre ipotesi per contenere i costi

Come evidenzia Il Corriere della Sera, il governo sta studiando tre ipotesi per contenere i costi dell’introduzione della Quota 100.

La prima prevede che la pensione anticipata venga calcolata con il metodo contributivo meno vantaggioso per i versamenti successivi al 1995, quando venne introdotto il nuovo sistema. Questo potrebbe portare ad una riduzione di alcune pensioni anche del 10-15%.

La seconda ipotesi al vaglio dell’esecutivo prevede una “penalizzazione temporanea”, ovvero un taglio di un punto percentuale (o dell’1,5%) della pensione per ogni anno di anticipo rispetto ai 67 anni, considerata l’età pensionabile standard.

L’ultima ipotesi prevede, invece, una “penalizzazione permanente”, con una percentuale più bassa. A tal proposito, i tecnici della Lega hanno parlato di mezzo punto percentuale per ogni anno di anticipo rispetto ai 67 anni.

Congelamento per Quota 41?

Resta ancora un rebus la Quota 41, ovvero la possibilità di andare in pensione con 41 anni di contributi versati, senza alcun vincolo di età. Introdurre questa misura così com’è stata originariamente pensata – accanto alla Quota 100 – potrebbe rivelarsi troppo oneroso.

Per questo, l’ipotesi è quella di congelare l’attuale requisito ((42 anni e 10 mesi per gli uomini, 41 e 10 mesi per le donne) per evitare l’aumento di 5 mesi previsto a gennaio in virtù dell’adeguamento alla speranza di vita.

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