Quota 100: i paletti

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La quota 100 per poter andare in pensione è stata strutturata in maniera tale da non sforare la clausola di salvaguardia. Il governo ha fissato l’importo di questa clausola a 6,1 miliardi nel 2019. Questo vuol dire che in caso di un numero troppo elevato di domande porterebbe ad una rimodulazione dell’ammontare del beneficio. Il controllo della spesa è stato affidato all’Inps. Vediamo nella pratica cosa comporta per gli interessati l’introduzione di questo limite.

I fondi

La quota 100 interessa una platea potenziale di circa 430 mila dipendenti che già da quest’anno potrebbero maturare i requisiti di 62 anni d’età e 38 di contributi. Tuttavia il governo ha previsto dei paletti che limiteranno l’accesso alla quota 100. Le stime dei tecnici prevedono che le domande di pensionamento saranno circa 315 mila. Questo è il limite consentito per non oltrepassare lo stanziamento di 3,9 miliardi. Nella pratica, non tutti andranno in pensione in questo modo.

Il taglio

Chi decide di uscire anticipatamente dal lavoro si vedrà decurtato di quasi un terzo dell’importo l’assegno che si sarebbe preso aspettando la pensione di vecchiaia. L’uscita anticipata significherà far valere meno anni di contributi. Il coefficiente di calcolo utilizzato diminuisce con il decrescere dell’età del lavoratore in quanto il montante pensionistico andrea ridistribuito su più anni di erogazione. L’ufficio parlamentare di Bilancio ha stimato che il taglio dell’assegno potrà oscillare tra il 5% ( in caso di anticipo solo di un anno) il 30% (se l’anticipo è di oltre 4 anni).

Riscatto laurea

Nella bozza di decreto è previsto un articolo che consente alle imprese di versare, al posto dei lavoratori, anche i contributi per il riscatto della laurea così da consentire il raggiungimento dell’accesso allo scivolo. Si tratta della possibilità di uscire a 59 anni con 35 di contributi, ossia 3 anni prima del raggiungimento del 62 esimo anno di età. Grazie a questa misura l’impresa potrà dedurre gli oneri dal reddito. Analogamente si potrà ricorrere al riscatto della laurea, sempre a carico dell’azienda, nel caso di adesione alla pace contributiva.

Fonte: Correre dela Sera / Economia

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