Riforma pensioni, quanti soldi perderà chi opterà per quota 100?

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Riforma pensioni, quanti soldi perderà chi opterà per quota 100?
Riforma pensioni, quanti soldi perderà chi opterà per quota 100?

Con la Quota 100 prevista dalla riforma pensioni, si perderanno soldi? Secondo le ultime stime, i più penalizzati saranno i nati tra il 1953 e il 1957. La mazzata non sarà piccola come si pensava, ma potrebbe comportare fino ad 1/5 dell’assegno. Per quale motivo? Perché lasciando il lavoro in anticipo e versando meno contributi, si perde la rivalutazione al Pil. A quanto ammonta questo taglio? Conviene davvero il provvedimento tanto atteso dai futuri pensionati?

Pensione con quota 100 e tagli

Chi va in pensione prima, sfruttando quota 100, intasca meno soldi. Si va da un minimo del 2% in meno per chi ha 42 anni di contributi, ad un massimo del 20%. Chi è nato tra il 1953 e il 1957 (nel 2019 avranno tra 62 e 66 anni) dovrà valutare bene la convenienza. In base ad alcune simulazioni di  Repubblica, un lavoratore che va in pensione a 62 anni con 38 di contributi, invece di intascare un assegno di 1778 euro al mese, ne prenderà uno di 1.442. Nel frattempo, Tito Boeri (presidente INPS) non manca di ribadire il fatto che con i provvedimenti di quota 100, opzione donna, ape sociale e mancato adeguamento alla speranza di vita dei requisiti anagrafici e contribuivi, lo Stato pagherà un conto salato. Il conto sarebbe “di circa 140 miliardi in più di spesa nei primi 10 anni”.

Allarme reale, o terrorismo psicologico?

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